Roberto Mutti - Surrealistic Pillow - Elisa Gambino

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Testo critico a cura di Roberto Mutti, Mostra Personale "Figli del Vento & Surrealistic Pillow", Villa Pomini, Varese, 2014

"Quello che per prima cosa colpisce nelle fotografie di Elisa Gambino non è mai il racconto che pure sa costruire con pregevole ritmo, ma semmai la forte personalità del suo stile. Questo si esprime con originalità nell’ambito di un bianconero dalle tonalità espressioniste: invece di sfruttarne tutte sfumature, la fotografa esalta la dialettica che divide e insieme unisce quelle scure che tendono al nero e quelle lievi che sfociano nei casi estremi in una vera e propria sfocatura dei toni alti. Sono aspetti che da sempre caratterizzano le opere di Elisa Gambino che nei meandri della sua Venezia ha fin dagli esordi conosciuto il senso dei contrasti che la luce sa creare in quella città più che in qualsiasi altra. Quando poi ha spostato la sua attenzione verso l’esterno, come nel caso di "Figli del vento" il reportage ambientato nella Provenza di Les Santes Maries de la Mer, non ha abbandonato il suo stile ma anzi ne ha sfruttato tutte le potenzialità. Così è riuscita ad andare oltre la realtà del rituale su cui indagava (la famosa riunione annuale del popolo Rom dove si mescolano aspetti religiosi e pagani) per far emergere il mistero che circonda questa popolazione che del nomadismo ha fatto una filosofia. Così, in una bellissima immagine che ben riassume tutto il senso di questo suo lavoro, coglie un bambino che corre lungo un sentiero in discesa sotto un cielo che il vento ha riempito di nuvole. Quando poi Elisa Gambino va alla ricerca di un rapporto più insolito con la realtà, il suo linguaggio diventa flessibile fino a diventare, in "Surrealistic Pillow", esso stesso surrealista. Coglie in tal modo persone che sembrano abitare nelle bolle di sapone sospinte dal soffio di un bambino, ci sorprende di quel grande occhio che ci osserva come se fosse emerso dalla terra e non dipinto in un murale, ci lascia incerti se credere che quello che decora il muro di una casa abbandonata sia una cornice contenente una fotografia sopravvissuta al degrado o il riquadro di una finestra oltre la quale un albero getta al cielo i suoi rami."

Roberto Mutti

 
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